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| Cartello d'Intervento |
| Località: Roma
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| Progettazione: Piero Sartogo e Nathalie Grenon
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| Impresa esecutrice: Branchini e Mancinelli
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| Applicazione Sistemi Knauf: MA.STE.R srl
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Sistemi Knauf utilizzati:
Profili curvi Knaufixy - Lastre Knauf A |
Si affaccia su via della Magliana attraverso un sagrato che invita fedeli e turisti a entrare. E domina i caseggiati circostanti con la sua cupola di candido travertino romano. E’ la Chiesa del Santo Volto di Gesù, opera dello Studio Sartogo di Piero Sartogo e Nathalie Grenon, consacrata dal cardinale Camillo Ruini nel marzo 2006.
La scelta accurata dei materiali, insieme alle tecnologie avanzate, caratterizza l’intero progetto. La controsoffittatura della cupola, equivalente a un quarto di sfera, è stata realizzata con i Sistemi Costruttivi a Secco Knauf. Questo intervento estremamente complesso, anche in considerazione delle grandi dimensioni della cupola, è stato affrontato con i profili curvi Knaufixy e le lastre Knauf di tipo A dello spessore di 12,5 mm. Di straordinaria utilità si è rivelato il profilo T-Plan, dotato di un’ampia cresta che lo rende una perfetta trave portante bloccato con viti di struttura. La segmentazione si riduce al minimo e il raggio di curvatura è straordinario. In totale sono stati applicati dalla ditta Master srl di Roma 6.000 m di profili curvi Knaufixy T-Plan, forniti da Progresso nell’Edilizia srl, il distributore Knauf che ha provveduto a recapitare tutto il materiale.
La chiesa è stata concepita da Sartogo e Grenon come un’opera corale, come era abitudine nei secoli scorsi. I due architetti hanno coinvolto otto artisti contemporanei, affidandogli il compito di realizzare opere integrate con l’architettura e collocate strategicamente sia negli spazi della chiesa che negli spazi pubblici della parrocchia. Sono nate così la trama astratta di Carla Accardi nella vetrata tra la cappella feriale e l’aula ecclesiale, i due elementi scultorei di luce di Chiara Dynys, la Via Crucis di Mimmo Paladino che segue il percorso dell’aula con le formelle in terracotta, la croce di Eliseo Mattiacci, l’opera in ghisa del viso del Christus Pathius di Jannis Kounellis, il volto di Gesù in trasparenza di Pietro Ruffo, la pittura murale di Marco Tirelli, l’involucro trasparente di Giuseppe Uncini.
Un sincretismo artistico di indubbia suggestione visiva, cheattende i fedeli romani e i turisti di tutto il mondo.
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